AVERE IL CORONAVIRUS A LONDRA – Quello che non si dice –

AVERE IL CORONAVIRUS A LONDRA – Quello che non si dice –

Il titolo che avete letto, è routine, la parola Coronavirus fa parte ormai del nostro vocabolario quotidiano.

Quella che stiamo vivendo è una realtà assodata che si è insinuata nelle nostre vite lentamente ma di prepotenza, ed è esplosa mettendo in ginocchio tutto il mondo.

Le guerre si sono placate, le futilità quotidiane lasciano il tempo che trovano, tutto il mondo ha gli occhi puntati su questo virus maledetto. La paura è diffusa, in diverse forme si scorge in ogni parte del mondo, ma... cos’è la paura ? 

Prima ero fermamente convinta di conoscere il significato della parola paura, ed ero convinta di conoscere lo stato d’animo che si prova, che si percepisce. Sbagliavo.

La paura, la vera paura, l’ho conosciuta quasi quattro settimane fa.

 

Qualcosa non quadra

Come sapete, vivo a Londra, nei miei articoli parlo spesso della metropoli Europea, decanto le sue qualità in lungo e in largo, amo questa città.

Ho osservato l’evolversi della situazione italiana fin dall’inizio, ogni mattina mi connettevo e cercavo più notizie possibili, sia dalle fonti italiane che dalle fonti inglesi. Ho seguito le manovre del governo italiano, felice e orgogliosa di come stavano affrontando la situazione, ero con loro, facevo il tifo per loro. Sapevo che, la pandemia,  sarebbe arrivata, prima o poi, anche qua, a Londra, ma…ancora nessuna notizia, silenzio sulla situazione Coronavirus in Inghilterra, era un qualcosa di remoto che non doveva destare preoccupazione. Era fine Febbraio. L’italia peggiorava e Londra ancora non aveva nessun segno di epidemia..(i casi si potevano contare sulle dita delle mani).   “Strano” mi ripetevo – “qui c’è qualcosa che non è chiaro”.

 

La spesa folle degli inglesi

Metà febbraio inizia a svilupparsi un’assalto totale ai supermercati, accanimento, segnale d’allarme. Il popolo inglese inizia ad essere preoccupato, in maniera eccessiva si esauriscono le scorte dei beni alimentari primari, svuotano interi scaffali. Il prodotto d’assalto principale è attualmente la cartaigienica, preoccupazione maggiore del popolo inglese se manca (c’è da comprendere non utilizzano il bidèt) ancora prima del pane, della pasta, del riso ecc ecc. Trovare qualcosa è stato veramente difficile, ma avevo osservato la situazione italiana, ero preparata, ed ho provveduto mano a mano nel fare provviste dei tipici beni essenziali ancora prima dell’assalto pazzo. Avevo cercato di calcolare in anticipo quello che sarebbe potuto succedere in una città grande come Londra se il panico avesse scosso il popolo inglese, ma… non avevo previsto la cosa, il bene più importante: le medicine, il paracetamolo… piccolo enorme dettaglio che vedremo più avanti.

 

Notizie limitate

Le informazioni erano davvero limitate, durante i mesi Gennaio e Febbraio, guardavo il telegiornale inglese, leggevo quotidianamente le news nei portali inglesi più rilevanti e parlavano e scrivevano veramente poco della situazione che si stava affacciando in Europa, non davano, secondo me, l’importanza che avrebbero dovuto dare ai fatti. Osservavo le persone, non erano curanti del potenziale rischio che stava arrivando.

Mentre l’italia combatteva, i giornali inglesi ignoravano il problema italiano come se fosse lontano da loro, come se un problema del genere non potesse tangere l’Inghilterra. Possibile che il loro atteggiamento fosse volto a” evitare di diffondere il panico ? ” ma cosa significa : evitare di diffondere il panico? – ignorare il problema ? non parlare del problema ? Siamo davvero sicuri che sia la chiave giusta ?

 

Immunità di gregge

Penso che tutti quelli che hanno avuto modo di informarsi su come gli altri Stati hanno affrontato l’emergenza Covid, sappiano a cosa si riferisca il titolo di questo paragrafo.

Il primo ministro Inglese BoJo, minimizzò il problema, disse che ci saremmo dovuti  preparare a perdere i nostri cari e il nostro organismo avrebbe dovuto sviluppare gli anticorpi, il primo ministro inglese puntava sulla selezione naturale. Era il 16 Marzo ed ero furiosa, chiunque sappia fare 2 più 2 capirebbe che se non fai qualcosa subito, Londra rischia di diventare la “città dei morti”, e se tutti dovessimo contrarre il virus allo stesso tempo, affollando gli ospedali come di conseguenza, per BoJo il posto in ospedale è assicurato,  per le persone importanti anche, per me, no.

Ma gli inglesi sono troppo legati all’economia, siamo dei numeri, dei numeri che possono essere superflui, questo lato di Londra è forse quello che mi ha sempre un po’ spaventato in piccola scala, poichè in ogni posto di lavoro sei solo un numeretto, ragionare in questa maniera in larga scala è terrificante. Così,  BoJo ha ritardato il Lockdown della città, i mezzi hanno continuato ad essere affollatissimi, le vie idem. In quel periodo ho dato per scontato che avrei contratto il Corona Virus, ormai ne avevo preso consapevolezza.

Il rischio di vivere in questa città aumentava giorno per giorno, gli inglesi continuavano ad ignorare il problema. Avrei potuto tornare in Italia, come molti italiani che conosco hanno fatto, ma non avrei mai messo la mia famiglia in pericolo, ero già consapevole di essere un potenziale rischio. Ho continuato a lavorare fino al 20 Marzo, fino a quando è stato dichiarato la sera stessa il Lockdown ufficiale. Ma era troppo tardi, avevo già contratto il virus e ancora non lo sapevo.

 

L’impreparazione di Londra

Il primo impatto con la realtà dei fatti e della situazione di quello che stava accadendo a Londra l’ho avuto con l’esperienza del mio coinquilino, aveva sviluppato dei sintomi tra cui; febbre alta, difficoltà respiratorie lievi, di conseguenza viene portato all’ospedale per un controllo, in seguito alla chiamata al primo soccorso, rimane circa 2 ore e mezza ore ad aspettare fuori con lo staff dell’ambulanza, perchè in ospedale (Guy’s Hospital) non volevano consentire l’accesso fisico in ospedale ad un possibile individuo affetto da Coronavirus, non erano muniti di protezioni e non erano preparati ad accogliere una persona affetta dal potenziale Virus. Era il 19 di Marzo.

Gli ospedali di Londra non erano pronti all’emergenza del Covid al 19 di Marzo.

Questo mi fece aprire ancora di più gli occhi. Infine, (per concludere) una volta visitato, venne fatto tornare a casa con la diagnosi di una semplice influenza, nessun tampone nessun esame venne eseguito . Capite bene (senza dover stare a spiegare) qual’è la gravità della situazione nel mandare a casa un paziente affetto da Corona Virus con una diagnosi (senza tampone) di semplice influenza. A quel punto, fai quello che ti dicono. Nessuno dubiterebbe di un parere medico, ci siamo fidati. Non si sono preoccupati del contagio che ne poteva susseguire, ma hanno chiaramente confermato semplice influenza. Non era influenza.

 

Impossibilità nel reperire medicine

Come accennato precedentemente, non ho avuto, per quanto riguarda le medicine lo stesso occhio lungo avuto nel prevedere l’assalto ai supermercati.

Il paracetamolo nei negozi e in farmacia era finito, avevano esaurito tutte le scorte, siamo sprovvisti, non sappiamo dove reperirlo. Esaurimento scorte in: farmacie, supermercati, online, profumerie. Londra ha avuto tantissimo tempo per prepararsi ed essere pronta per questa emergenza, ma hanno preferito non vedere, hanno lasciato i cittadini senza scorte di medicinali di paracetamolo. Nessuno ne ha parlato.

 

Esperienza personale

Questa è una breve sintesi della mia esperienza personale:

Inizio con la febbre anche io, successivamente al mio coinquilino e per quattro giorni la febbre alta perdura per 4 giorni, il fiato è corto ma non ci faccio caso il medico aveva detto influenza, forse ho contratto la stessa classica influenza stagionale. Il quinto giorno la febbre passa (fortunatamente) e fa spazio al sintomo peggiore mai provato, insufficienza respiratoria, non avevo mai provato questa sensazione, era come se non riuscissi a respirare abbastanza aria, forse la metà dell’aria a disposizione,  quando inizia ad essere problematico per me, contatto l’ambulanza.

Dopo due ore di attesa in linea, riesco a parlare con il centralino che mi conferma l invio di un medico a casa. Dopo pochi minuti vengo contattata da un medico che inizia un intervista completa sui miei sintomi, mi conferma telefonicamente che sicuramente ho contratto il Virus Covid 19, chiedo aiuto, chiedo un medico, mi viene negato. mi viene detto al telefono che la situazione o peggiora o migliora, non posso andare all’ospedale non posso andare dal medico, ma devo stare a casa.

Mi disse che sarebbe venuto qualcuno solo nel caso non fossi più riuscita a muovermi e quindi a respirare. Ho provato paura, quella che ti impietrisce e ti fa sentire impotente davanti ad una situazione più grande di te. Era il 25 marzo, 5 giorni dal Lockdown ufficiale e a Londra gli ospedali erano già intasati. Possibile che una città come Londra, fosse cosi impreparata e poco reattiva e avesse sottovalutato in questo modo la pandemia ?.

Mi sono trovata da sola, ci siamo trovati da soli, lontano da tutti e dalle nostre famiglie, eravamo soli, in una città che non ci avrebbe protetto, non ha voluto proteggerci non ci avrebbe salvato, abbiamo reagito per quello che potevamo e siamo stati forti.

Mi ha deluso. Sono delusa.

 

Chi fa realmente terrorismo

L’odio, il terrorismo e il razzismo, non nasce o meglio non nascono dalla contrapposizione delle idee su dove sia nato davvero questo virus se in laboratorio e si è sviluppato naturalmente (semplice esempio come ce ne sono tanti), se nasce odio da dei video, che; oggettivamente mostrano e parlano di un qualcosa che realmente è successo, con lo scopo di informare, l’odio è presente e radicato in quelle persone dall’inizio. Diffondere informazione non è terrorismo, la censura è terrorismo.

Terrorismo per me è non poter reperire medicine e nessuno ne parla, ignorare una pandemia mortale senza prepararsi a salvare più esseri umani possibili. Questo per me è terrorismo.

Non abbiate paura di leggere, di informarvi, fatelo, non credete a tutto quello che sentite alla tv o alla radio, virologo o scienziato che siano, non dare fiducia a quello che dicono queste persone non è terrorismo, createvi una vostra opinione, razionalizzate i fatti, filtrate i fatti con la vostra testa, filtrate le informazioni della tv della radio, informatevi, abbiate coscienza di quello che sta succedendo nel mondo. Il vero terrorismo è tapparsi gli occhi e la bocca e credere a tutto quello che ci viene imposto di credere, terrorismo lo fa chi non è capace di ragionare da solo ma chi si comporta come un automa. La storia è stata fatta da chi aveva un cervello e lo usava, da chi era capace di dire, “qui le cose non quadrano”, da chi era capace di guardare la realtà e affrontarla.

Hai avuto il Corona Virus a Londra ? Sentiti libero di condividerlo con noi =)

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